Vai alla HOME! RUBRICA sulle OPPOSIZIONI alle SANZIONI AMMINISTRATIVE
A cura di: avv. Michele Croce
     
 
01/03/2010 08:12 versione stampabile dell'articolo
Indennizzo diretto - responsabilità del conducente - onere della prova
di : Dott. Martino Giacovelli   da : http://www.studiumfori.it
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
UFFICIO DEL GIUDICE DI PACE DI TARANTO – SEZ. 2^
Il Giudice di Pace di Taranto, dr. Martino Giacovelli, ha
pronunciato la seguente
SENTENZA n.
nella causa, iscritta al n° R.G. 10377/2008, avente ad
oggetto:Indennizzo per l'importo complessivo di € 6.520,86 promossa
da:
R. CLAUDIO, nato a Taranto il 15/10/1950, C. F. (), e
residente in Massafra (TA) alla , ed elettivamente ivi domiciliato,
rappresentato e difeso dall'Avv. C. C. giusta mandato a margine
dell’atto di citazione
parte attrice
CONTRO
M. Ass.ni SPA ( ), corrente in Milano, in persona di un suo
procuratore, elettivamente do¬miciliata in Taranto presso lo studio
dell'Avv. M. D., dal quale è rappresentata e difesa in virtù di
mandato apposto su separato foglio
parte convenuta
nonché contro
M.A., residente in Massafra,
altra parte convenuta contumace
Conclusioni della parte attrice:
Voglia il Giudice adito, contrariis reiectis, così provvedere:
“ Piaccia all'On. Giudice di Pace adìto, disattesa ogni avversa
istanza, deduzione ed eccezione, e in accoglimento delle ragioni
innanzi dedotte voler così provvedere:
A) in via principale: dichiarare e ritenere il Sig. M. A. responsabile
dei danni causati nell'occorso all'auto Ford Focus tg.( ) del Sig. R.
Claudio;
B) conseguentemente condannare il Sig. M. A. e la Compagnia
assicuratrice M. s.p.a. al pagamento in favore dell'attore a titolo di
risarcimento danni della somma di € 6520,86 oltre alla svalutazione
monetaria ed agli interessi
C) Con vittoria di spese, diritti ed onorari del presente giudizio,
con attribuzione al sottoscritto difensore anticipatario e con
sentenza immediatamente esecutiva come per legge.”
Conclusioni della parte convenuta:
“ Voglia l'Ill.mo Giudice di Pace adito, nel contraddittorio delle parti:
1) preliminarmente, dichiarare improcedibili le avverse domande per
violazione delle modalità di denuncia dell'evento oggetto di giudizio,
per i motivi espressi in narrativa;
2) nel merito, rigettare comunque le domande di parte attrice poiché
integralmente infondate in fatto e diritto per le ragioni di cui in
narrativa;
3) Condannare l’attore al pagamento delle spese di giudizio.”
SVOLGIMENTO DEL PROCESSO
Con atto di citazione notificato in data 30.09.2008 il sig.
R. conveniva in giudizio il sig. M. A. e la M. Assicurazioni S.p.A.
per sentirli condannare al risarcimento dei danni subiti a causa e per
effetto di un incidente stradale verificatosi in Massafra il
26.10.2007.
Deduceva l'attore che in tale data, alle ore 19,00 circa,
l'auto FORD Focus tg. () di proprietà dello istante, condotta dal
figlio sig. R. Gaetano, percorreva Via Trento in Massafra. Giunto
all'altezza dell'istituto "Mondelli", nel tratto senso unico di via
Trento, in piena curva, sopraggiungeva in retromarcia, in senso
vietato, l'auto Fiat Bravo tg.( ) di proprietà e condotta dal sig. M.
Antonio, che impattava violentemente l'auto Ford Focus tg. ( ),
facendola sobbalzare sul marciapiede.
A seguito dell'urto subito, l'auto FORD Focus di proprietà
dell'istante riportava ingenti danni, per la cui riparazione si era
resa necessaria la spesa di Euro 4250,00 di meccanica, giusta fattura
n. 499/23 del 02/05/2008 emessa dall'officina Ford A. S.p.a. di
Massafra, ed Euro 1700,86 di riparazione carrozzeria, giusta fattura
n. 38 del 30/05/2008 emessa dalla carrozzeria L.C. s.r.l. di Massafra,
cui andavano aggiunti Euro 250,00 per parabrezza giusta fattura n.
196/13 del 02/05/2008 emessa dall'officina F. A. S.p.a. di Massafra,
ed Euro 320,00 per n. 8 giorni di fermo tecnico.
Con lettera raccomandata A.R. del 03/06/2008 veniva formalizzata
la richiesta del risarcimento dei danni subiti alla Compagnia M.
Assicurazioni, che assicurava per la R.C.A. l'auto Ford Focus tg. (
), e per conoscenza alla Compagnia di assicurazioni del responsabile
del sinistro, per come previsto dalla vigente normativa.
Nessun riscontro avveniva da parte della convenuta, per cui
l'attrice concludeva chiedendo la declaratoria di responsabilità
esclusiva a carico del conducente e la condanna della M.Assicurazioni
S.p.A., quale assicuratrice del proprio veicolo, al risarcimento dei
danni subiti.
Il convenuto M. Antonio rimaneva contumace.
La causa era istruita con la seguente documentazione:
Copia lettera racc. a.r. datata 30/0512008; copia fattura n. 499/23
del 02/05/2008 emessa dall'officina Ford A. S.p.a. di Massafra; Copia
fattura n. 38 del 30/05/2008 emessa dalla carrozzeria L. C. s.r.l. di
Massafra; Copia fattura n. l96/l3 del 02/OS/2008 emessa dall'officina
F.A. S.p.a. di Massafra; Copia modulo di denuncia a doppia dei
conducenti.
Venivano quindi espletati i mezzi istruttori richiesti.
Rinviata più volte la causa in pendenza di trattative bonarie di
componimento, risultato fallito ogni tentativo di conciliazione,
precisate le conclusioni, all’udienza del 22.10.2009, , la causa era
riservata per la decisione.
MOTIVI DELLA DECISIONE
Preliminarmente va dichiarata la proponibilità dell'azione.
Anzitutto, in riferimento all’eccezione sollevata dalla parte
convenuta costituita che l’autovettura del danneggiato sia non di
proprietà del sig. R. Claudio, ma “in noleggio a lungo termine” e
della quale non abbia più il possesso, tali circostanze devono
ritenersi del tutto irrilevanti per le ragioni che seguono. A tal fine
occorre premettere che la cd. legitimatio ad causam è un istituto che
attiene alla verifica della regolarità del contraddittorio tra le
parti, rilevabile d'ufficio in ogni stato e grado del processo,
consistente nell'accertamento dell'astratta coincidenza dell'attore e
del convenuto con i soggetti destinatari degli effetti dell'eventuale
pronuncia giudiziale (in tal senso, Sent. Cass. Civ., Sez. III,
Sezione terza, 5 novembre 1997 n. 10843; Cass. Civ., Sez. III, 17
dicembre 1999 n.14232, Cass. Civ., Sez. III, 22 novembre 2000 n.
15080, ove si analizza anche la differenza tra legittimazione ad agire
e titolarità del rapporto sostanziale dedotto, nonché Cass. Civ., Sez.
III, 28 ottobre 2002 n. 15177). Secondo i Supremi Giudici, in tema
di risarcimento del danno patrimoniale da sinistro stradale, il
fondamento della legitimatio ad causam, va rinvenuto non tanto nella
formale intestazione del veicolo ad un determinato soggetto, quanto
piuttosto nella concreta incidenza negativa che il danno abbia
determinato sul patrimonio di «… chi eserciti nei confronti
dell'autovettura danneggiata una situazione di possesso giuridicamente
qualificabile come tale ai sensi dell'articolo 1140 del codice civile
»(Cass.Civ., Sez. III, 23 febbraio 2006 n. 4003). Il possesso
legittimo é dimostrato da ben tre fatture emesse per la riparazione
dell’autovettura ed intestate al sig. R. Claudio.
Si osserva, inoltre, che il sinistro per cui è causa si è
verificato in data successiva al primo febbraio 2007, per cui è
soggetto alla disciplina del risarcimento diretto. II giudizio è stato
intrapreso dopo che erano decorsi sessanta giorni dalla richiesta di
risarcimento inviata alla M.S.p.A., assicuratrice del veicolo di
proprietà del sig. R. La raccomandata è stata inviata per conoscenza
alla A. G. S.p.A., assicuratrice dell'altro veicolo coinvolto, perché
l'art. 5 del regolamento emanato dal Presidente della Repubblica con
decreto del 18 luglio 2006 n. 254 prevede che " l'impresa che ha
ricevuto la richiesta ne dà immediata comunicazione all’impresa
dell’assicurato ritenuto in tutto o in parte responsabile del
sinistro.
Nel merito, dall'esame degli atti e dalle risultanze
istruttorie emerge per quanto necessario la fondatezza della domanda
proposta dalla parte attrice.
In particolare, è sufficientemente provato che l'incidente
per cui è causa ebbe a verificarsi per esclusiva colpa e
responsabilità del convenuto Sig. M. A., il quale nell'effettuare con
l'autovettura Fiat Bravo tg. (…) un’errata, quanto azzardata ed
imprudente manovra di retromarcia, in tratto a senso unico, ed in
piena curva, è entrato in collisione con l'autovettura Ford Focus tg.
(…) di proprietà dello istante e condotta dal Sig. R. Gaetano, il
quale percorreva nel senso di marcia consentito Via Trento in
Massafra.
Circostanze di fatto queste che risultano altresì provate
dal modulo di denuncia sinistro CAI firmato congiuntamente dai due
conducenti. In presenza della sottoscrizione del modulo CAI per come
avvenuto, diventa onere della compagnia assicuratrice dimostrare il
contrario di quanto dichiarato che non può essere desunto dalla
ricostruzione fatta da un perito di parte, di cui si è chiesta
l’audizione, ma è necessaria l’opera di un CTU, per la cui nomina la
parte convenuta si è opposta. Anche il comportamento processuale delle
parti, e l'interrogatorio formale deferito al convenuto M. Antonio (il
quale sebbene ritualmente citato, non ha mai contestato la domanda
attrice e non si è presentato a rendere l'interrogatorio formale allo
stesso deferito, confermando così i capitoli di prova, ai sensi
dell'art. 232 c.p.c) costituiscono ulteriori elementi probatori.
A fronte di questi fatti, nel corso del presente giudizio,
la convenuta M. Ass.ni s.p.a. non ha provato il suo assunto
sull’avvenuta diversa dinamica del sinistro così come rappresentata
dalla parte attrice, anzi all’udienza del 22.10.2009, a fronte della
richiesta esplicita di questo GDP di espletare gli ulteriori mezzi
istruttori già richiesti, i procuratori delle parti hanno
concordemente rinunciato anche alle prove testimoniali, insistendo per
la immediata decisione..
La contumacia del convenuto M.Antonio, comporta, inoltre, la
formazione di ulteriori elementi di valutazione ex art. 116 del
c.p.c..
Nessun dubbio, quindi, in ordine alla responsabilità di
quest’ultimo conducente, per cui risulta superata la presunzione di
colpa di entrambi i conducenti, prevista dall'art. 2054 c.c. A tal
riguardo la Suprema Corte nella sentenza, 4 aprile 1996, n. 3131
(conforme Cassazione civile, sez. III, 16 settembre 1996, n. 8287), ha
affermato che: “ Il principio della presunzione ex art. 2054 c.c. ha
carattere sussidiario ed opera solo nel caso in cui non risulti
possibile accertare in concreto le cause dell'evento dannoso”,
avendosi come corollario il superamento della presunzione ex art. 2054
c.c., attesa la sua specifica funzione sussidiaria, per cui viene
riconosciuta la responsabilità esclusiva del conducente M. A. nella
produzione del sinistro..
Pertanto, ai sensi del D.LGS 209/2005, la convenuta M.A.
S.p.A., quale assicuratrice dell'autovettura di proprietà del sig. R.
Claudio, dev'essere condannata in solido al sig. M. a risarcire i
danni prodotti.
In ordine al "quantum debeatur", le fatture depositate, quali:
fattura n. 38 del 30/05/2008 emessa dalla carrozzeria L. C. s.r.l. di
Massafra; fattura n. l96/l3 del 02/05/2008 emessa dall'officina F. A.
S.p.a. di Massafra, fattura n. 499 del 02.05.2008, per una somma
complessiva di € 6.200,96, comprensiva di IVA, determinano il costo
delle sostituzioni e dei lavori di riparazione necessari per il
ripristino dell'autovettura di proprietà dell'attore.
Non si può riconoscere il c.d. danno da fermo tecnico, poiché
mancano idonee prove al riguardo, mentre dovuto é l'importo relativo
all'IVA, in presenza di fatture, atteso che si tratta di un obbligo
fiscale.
Infatti, la S.C. (Cass.Civ., Sez.III, 14.1097, n.10023) ha
ritenuto che "poichè il risarcimento del danno si estende agli oneri
accessori e conseguenziali, se esso è liquidato in base alle spese da
affrontare per riparare un veicolo, il risarcimento comprende anche
l’IVA, pur se la riparazione non è ancora avvenuta - e a meno che il
danneggiato, per l'attività svolta, abbia diritto al rimborso o alla
detrazione dell’IVA versata - perché l'autoriparatore, per legqe (
DPR. 26 ottobre 1972 n. 633), deve addebitarla, a titolo di rivalsa,
al committente.
In ogni caso, in presenza di dette fatture, la somma spettante
al sig. R. dovrà essere rivalutata con gli indici ISTAT dalla data
delle fatture a quella della sentenza e da questa fino al soddisfo
deve essere maggiorata degli interessi.
Le spese di giudizio seguono la soccombenza e vengono liquidate
come in dispositivo ai sensi dell’art. 91 c.p.c. per come modificato
dal comma 17 dell’art. 45 della legge 18.06.2009 nr. 69 entrato in
vigore a partire dal 04.07.2009.
P.Q.M.
Il Giudice di pace di Taranto, dott. Martino Giacovelli,
definitivamente pronunciandosi sulla domanda proposta da R. Claudio
contro la soc. M.Ass.ni, ogni altra istanza e deduzione, eccezione
respinta, o ritenuta assorbita, così
DECIDE
1) dichiara la responsabilità esclusiva di M. Antonio per la
produzione dei danni da circolazione stradale;
2) condanna la compagnia assicuratrice per la RCA, M.Ass.ni
in persona del suo legale rappr. pro-tempore in solido a M. Antonio al
pagamento in favore della parte attrice della somma di Euro 6.200,96
a titolo del risarcimento dei danni materiali, oltre l’adeguamento
ISTAT dalla data delle fatture alla data della sentenza, nonché agli
interessi legali dalla data della sentenza sino a soddisfo;
2) condanna la stessa convenuta al pagamento delle spese e
competenze della presente procedura e che si liquidano in Euro
3.306,10, di cui € 1.142,00 per diritti, € 191,60 per spese ed €
1.972,50 per onorario, a parte il rimborso forfetario, IVA e CPA, come
per legge, oltre gli interessi legali dalla data della sentenza sino a
soddisfo in favore dell’avvocato difensore distrattario.
3) sentenza esecutiva, come per legge.
Così deciso a Taranto il 16.11.2009
Il Giudice di Pace
( Dr. Martino Giacovelli)

 
     

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